E' vero ho giudicato anch'io, è vero anch'io sono stata severa nella mia opinione sulla mamma di Ré. Mea culpa! severa come lo sono con me stessa, ma non l'ho condannata, a modo mio ho provato ad aiutarla.
Riletto il dialogo scritto qui sono sembrata feroce e all'attacco ma si trattava di un riassunto. Quello che è accaduto come scambio di emozioni tra me e lei nella mezzora che è durata la telefonata non ho potuto descriverlo. Credo che lei abbia capito il mio intento. O almeno lo spero.
Sto facendo un lavorone sulla mia voce, non mi arrendero' ora ammazzandomi coi miei soliti rimproveri. Solo per me non provo mai comprensione. Perché?
Nevica! è proprio inverno, fuori ma anche dentro
amarezza
tristezza
delusione
rabbia
lacrime completamente inutili
Ré sempre piu' emarginato e messo da parte ma di nuovo cammina con la sua mamma, con quel faccino sperduto e quegli immensi occhi neri, e sono gli stessi occhioni di sua madre, sperduta anche lei, perché madri non si nasce solo partorendo, perché non è facile accettare e rendersi conto che tuo figlio è stato etichettato, perchè non è facile capire che forse, l'unica cosa che Ré cerca è attenzione, perché un bambino non sa mettere parole alle emozioni, vive e basta. Che se ne fanno i bambini delle parole? a che servono le parole? a noi adulti per fare del male
le lingue del quartiere hanno colpito e io ci sono finita nel mezzo. COLPEVOLE! colpevole di non avere IO avvertito i genitori di Ré e di un altro bimbo di tutto quello che stavano combinando, perché avrei dovuto telefonare, dire, avvertire, perché loro per me lo avrebbero fatto. E cosi' via un cazziatone da una vicina ieri e un cazziatone dalla mamma di Ré oggi.
"Perché non me lo hai detto?"
"Perché non me l'hai chiesto? a chiunque sia venuto a dirmi «hai visto mai mio figlio fare qualcosa di strano» io ho risposto, sempre. Tu ti sei mai interessata? io non posso sapere se prenderai come un favore il fatto che ti dica quello che combina tuo figlio o mi dirai «impicciati degli affari tuoi». Sempre ho fatto notare a Ré anche sgridandolo quando si metteva in pericolo, sempre, prendendomi anche qualche rispostaccia, piu' di cosi' non so che avrei dovuto fare"
"Ti rendi conto che mio figlio non ha neanche 7 anni?"
"io si, e tu?"
"e gia' è stato etichettato e allontanato dai bambini e genitori del quartiere ed è l'unico che non fa il piedibus"
"io non etichetto gli adulti figurati se lo faccio per i bambini. Posso dirti quel che penso? io vedo che qui avete un livello di tolleranza zero per gli errori dei bambini, sono piccoli, ma se non hanno il diritto di sbagliare ora quando potranno? e se non sbagliano, quando imparano?
Ma da soli non possono capire dove e come sbagliano, da soli non possono, non ne hanno gli strumenti"
ma la mamma di Ré è ferita, è convinta che io abbia parlato male di suo figlio, e non lo so se mi sta ascoltando mentre piange al telefono
e cosi' tutto questo è accaduto perché ho cercato di difendere Ré davanti a 2 lingue che ne stavano facendo un mostro che traviava gli altri facendo notare che non era l'unico a fare certe cose
e cosi' come la pallina di neve diventa valanga, lingua 1 l'ha detto a lingua 2 che l'ha interpretato a modo suo ed è andata a dirlo alla mamma di Ré
indi per cui il verdetto è
acque parla male dei nostri figli alle spalle
CAZZO CAZZO E ARICAZZO mi sono sorbita ore e ore di sparlamenti su sto ragazzino, cercando di far capire che in molti casi si esagerava e alla fine della fiera...c'est moi!
e chi davvero ha fatto di tutto contro il piccolo Ré ne esce pulito e lindo perché ha solo riferito per il bene dei bambini
e io non riesco ad essere bastarda al punto di dire come è andata la cosa
e io sono talmente spaventata dal ritrovarmi di nuovo sempre sola che non andro' a tirare le orecchie a questa linguaccia biforcuta, a questa che trova disgustoso avere qualche capello grigio e non tingerselo, e ingoio perchè a mia figlia sua figlia piace, perché a me serve ascoltare il francese, perché se sto sempre da sola impazzisco
perchè sono fondamentalmente una vigliacca
tanti drammi per un po' di casino che fanno 2 bimbi di 6 anni e poi ieri sera come niente fosse le lingue raccontano di una coppia che sfiora l'abuso, se è vero quello che raccontano, nei confronti dei suoi 5 figli
e quando dico "ma scusate voi sapete tutto questo, voi avete visto tutto questo, e non fate niente? non esiste un'istituzione, un telefono con cui parlare perché si vada a fondo su questa cosa?" le lingue hanno taciuto
"siete certe di quello che dite o sono voci?" silenzio
poi una lingua dice "bé ma noi in fondo che possiamo fare? ognuno educa i suoi figli come vuole"
"ma quanti sono quei faccini, e quanto sono disperati, li senti piangere di notte e non c'è mai nessuno che li aiuti, tutti a dire che vergogna, ma tutti a chiudere la porta, in fondo a noi cos'è che importa, ma per Dio di la' c'è un altro bimbo uguale che ha bisogno di sognare" cantava cosi' Fabio Concato anni e anni fa
Non c'è scampo, di qualsiasi razza, religione, cultura, nazionalita' siano le madri di bambini di sesso maschile sono sempre le madri di bambini maschi.
Pure quella che sembra piu' libera, piu' aperta, piu'... c'ha la sindrome del "proteggo il mio piccolo cucciolino dalle altre femmine cattive".
In sintesi, Bri è la mamma di Thi compagno di scuola, di quartiere e spesso di giochi della mia pommedeterre. A volte Thi è proprio un bambino che rompe e quando ci si mette (soprattutto se sua madre è presente) rompe proprio per rompere, ma la sua mammina pare vedere solo quello che il suo cuore di madre le mostra, tale e quale a Bo, la mia pazza vicina.
L'ultima è di oggi al ritorno da scuola, giorno in cui è il turno di Bri di andare a prendere i bimbi alle 11.20. Ho faticato e non poco a convincere la mia patata ad andare con Bri dopo che gia' nelle settimane scorse ne erano successe: "ma guarda che è simpatica, sei tu che a volte sei troppo sensibile, ma che ti dira' mai, e bla bla bla".
Cosi' oggi la piccoletta senza bofonchiare ha accettato di buon grado di tornare con Bri. Se non che Thi ha ben pensato di uscirsene con "tu hai un maestro" rivolto a mia figlia in tono canzonatorio, e lei "no, io ho 2 maestre" e lui insisteva e insisteva, e vi assicuro che quando lui insiste INSISTE e pommedeterre gli ha urlato "NO, non ho un maestro"
"non lo trattare male" si è udito subito dopo. Mammina chioccina le armi sguainate era pronta a difendere il suo cucciolo che imperterrito ha continuato con la sua cantilena "tu hai un maestro, tu hai un maestro", cosi' mammina Bri che forse si era rotta di sentire sta lagna per tutto il tragitto ha detto "smettila".
Tornata a casa pommedeterre se l'è presa con me (sai che novita') perchè la faccio tornare con quella, che la sgrida sempre ecc.
Le ho chiesto: "tu che le hai risposto? le potevi dire: se lui mi da fastidio io ho il diritto di difendermi"
"Ma mamma insomma prima dici che non devo rispondere ai grandi e poi, mi dici che gli devo dire? io la prossima volta gli faccio specchio e basta. A lui e pure a sua madre"
Come darle torto se non so nemmeno io come si fa a mostrare la giusta via?
comunque la conclusione di cio' è che la pommedeterre aveva pensato di invitare Thi a giocare da noi e ha cambiato idea (permalosetta la tipa), e spesso Bri non si capacita perchè suo figlio non viene chiamato dagli altri.
(tutto questo è scritto per me in quanto genitrice di figlio maschio come memorandum di quello che non devo fare)
sulla maestra Na di mio figlio invece oggi stendo un velo pietoso, fino a giovedi' non la rivedo e amen.Grrrrrrrrrrr
AU revoir Mama Africa
che la tua anima continui a cantare
consiglio a tutti i miei lettori di guardarsi con attenzione questo video pubblicato da k69996 dal titolo "decisamente carino". Vale la pena.
Oggi c'è il sole. Un'altra notte è passata a portarsi lontano una certa tristezza, quella tristezza che ti resta quando per un pò la tua anima ha ballato insieme ad un'altra e all'improvviso si è accorta che ballava un'altra musica, andava ad un altro ritmo, si è fermata e ha smesso di ballare.
Ma questo non vuol dire che la mia anima abbia smesso di amare la danza. Il mio spirito vuole danzare allegro e amato come lo è stato nei 2 bellissimi giorni trascorsi qualche week-end fa tra Milano, Como e Brescia. Un'amica ferma su un binario ad aspettarmi alla stazione di Milano, e una meravigliosa sorpresa nascosta sulla banchina. E il cuore che batte a centomilioni di colpi nel trovare lì qualcuno, anzi qualcuna con cui da anni parlo al telefono, scambio mail, mai potuta abbracciare e che si è macinata un bel pò di chilometri per essere lì, lei che ascolta i miei miliardi di parole e li comprende tutti, lei che si vede piccola ma è una grande, è una grande. E il virtuale che diventa reale è un caldo caldissimo abbraccio pieno di affetto sotto gli occhi di chi tutto ha organizzato aspettandosi in cambio solo un sorriso e la gioia di vedere delle amiche insieme, di chi ha un animo generoso e morbido come pochi ne ho conosciuti, di chi ha aperto la sua casa e il suo cuore al mio casino e alle mie confusioni.
E questo piccolo nido che è la nostra amicizia fa danzare la mia anima, forte fortissimo e la rende di certo più serena.
Ci sono emozioni calde, che associamo ai momenti belli che necessariamente non devono essere chissà che momenti, solo caldi, morbidosi.
Dopo anni che lo sognavo oggi insieme ad una donna conosciuta in questa terra io, proprio io-me medesima, sono andata a fare shopping. Uno shopping piccolo piccolo, un pezzo per l'auto (aiuto domani ho la revisione, speriamo bene) e un paio di jeans, e un paio di ore trascorse con un'amichetta rilassante, una di quelle persone che parlano piano, che ti fissano demtro gli occhi mentre tu parli, che ti ascoltano davvero. E io mi sono sciolta, altroche, acque decisamente nei rapporti umani il paracadute non lo sa usare. E questa persona mi piace, e anche se sono solo 3 volte che ci vediamo, con lei mi sono aperta e le ho mostrato me e le ho parlato di me come se la conoscessi da sempre.
Cara Be spero tanto di non averti spaventata.
E poi stasera, chiacchierando un pò con la mia Pallina mi è venuto da pensare alla sorellanza. Al fatto che ci sono donne da sempre nella mia vita con cui io...
cioè noi
cioè tra noi c'è un legame fortissimo, fatto di tanti momenti speciali che hanno teso una tela che ci tiene unite da lontano e che non ci fa cadere troppo in basso. E' come un allarme che scatta se qualcuna ne ha bisogno. Noi ci vogliamo bene a prescindere, anche se non ci sentiamo, non ci vediamo da anni e a volte non ci capiamo. E' un legame che non si spezza, che va oltre il fisico, il corpo. E' pura e vera sorellanza. Se una sta male le altre sentono dolore, è così, è vero.
C'è una leonessa che combatte e che ha bisogno di milioni di pensieri di amore e pensieri positivi e di forza
ma, appunto, è una leonessa e lei non smette di lottare.
Siamo con te, ci senti?
Il quartiere dove abito qui in Svizzera non c'ha proprio un cavolo, ma nemmeno una foglia di cavolo, in comune con il mio vecchio quartiere romano.
Prima di tutto perchè qui si conoscono tutti,
tutti hanno una loro casa e non vivono in 75 in un appartamento di 60 mq,
le strade sono piccole e pulite e senza macchine in divieto di sosta in trentacinquesima fila davanti al vigile che piuttosto che scrivere una multa si farebbe mozzare l'indice e avere la scusa di non poter più scrivere
i bambini corrono in bicicletta TUTTI indistintamente muniti di casco senza essere considerati bersagli da colpire per aumentare punti nel gettonatissimo "vedemo oggi chi ficco sotto"
ma soprattutto è diverso perchè qui TUTTI VEDONO TUTTO e TUTTI hanno da ridire tutto o quasi su quello che vedono degli altri, soprattutto sulla maniera di gestire la prole.
Riassunto della sola giornata di oggi
Ma, vicina avanti 2 case a destra "io li lascio vivere i miei figli, non sono come quelli che se li tengono sempre sotto gli occhi. I bambini più stanno soli tra loro per la strada e più imparano la vita. Certo ognuno con i suoi figli fa quel che vuole però...".
n.d.r. Ma è stata più volte ripresa anche dalle autorità scolastiche perchè lasciava i suoi bimbi "troppo liberi" e il maschietto di 5 anni tornava a casa da solo da scuola
Pa, vicina in fondo alla strada "io non permetto che mia figlia vada in bicicletta su questa discesa. Ne ho visti di bambini venire giù a tutta velocità... certo ognuno con i suoi figli fa quel che vuole però..."
n.d.r. la figlia cinquenne di Pa vive tutto il giorno tra il giardino di Bo e la strada, senza vigilanza di un adulto e più volte l'ho vista correre su quella famosa discesa senza che nessuno si accorgesse minimamente di lei
Bri, vicina della parte alta e al momento mia unica amica qui: "ci pensi che c'è gente che lascia i bambini giocare a palla per la strada da soli... Certo ognuno con i suoi figli fa quel che vuole però...".
n.d.r. proprio la scorsa settimana il figlio di Bri è andato sol soletto al parco giochi al centro della città e non sapendo più come tornarsene a casa (non è proprio proprio a 2 passi dal parco) è andato nel panico ed è stato aiutato da una conoscente.
Dico questo perchè?
perchè EVVAIIIII quest'anno nessuno ancora ha avuto niente da commentare sul fatto che io sono stata 6 settimane lontano da casa
un successone, no?
marò che schifezza di post ma ormai l'ho scritto e lo pubblico
miei fedeli lettori vi ho mai detto quanto vi sono grata che siate sempre presenti?
bene bene mondoblog siete pronti per un'altra puntata delle nostre acquespettegolanti?
e siccome il quartiere in questo momento non rende un granchè da questo punto di vista ci allarghiamo al paesello, che ne dite?
oggi vi parlo di Sa.
Sa è la mamma di 3 meravigliosi, fantastici e perfetti bambini, Al, Je e Vi, quando dico perfetti intendo PERFETTI. Sono 3 anni che la conosco e per un po' l'ho frequentata pure poi ci siamo accorte che qualcosina tra noi stonava.
Frasi tipo "tuo figlio urla sempre cosi'? ma a tua figlia permetti di sporcarsi cosi'? ma non ti pare che tua figlia sta prendendo troppi biscotti?" quest'ultima frase mi è stata detta mentre la petitepommedeterre ed io invitate da lei a merenda eravamo intente a mangiare il secondo biscotto offertoci e la piccoletta ne ha preso un terzo.
Fino alla piu' bella frase con cui se ne sia mai uscita -
"il parco è sporco per colpa degli stranieri"
-emh emh anch'io sono straniera, lo sai, vero?
-si, ma tu non sei nera e neppure dell'Europa dell'Est
-a bè allora io non sporco"
insomma cotanta gentil signora è la moglie del macellaio numerouno del paese e...
qui arriva lo spettegulezz
ultimo giorno di materna arrivano bambini carichi di fiori e pacchettini per le maestre e sua figlia timidamente tira fuori una busta dallo zaino e...
SALSICCIE, una fila di salsiccie per ogni maestra.
Vi devo dire che mi ha fatto ridere, di certo alle maestre sara' piaciuto piu' che montagne di fiori tutti insieme, ma mi ha fatto ridere perchè lei non concepisce di comprare qualcosa per farne regalo che non venga dalla sua macelleria.
Al compleanno di mia figlia di 2 anni fa le regalo' un libretto che in macelleria davano gratis a chi acquistava in cui si raccontava la storia del macellaio e della sua carne.
vedermela davanti con ste salsiccie mi ha fatto venire questa domanda:
essendo io casalinga e moglie di un chimico avrei dovuto regalare alle maestre un bello straccio da spolvero e 2 provette?
p.s. mi sono appena ricordata che a Natale alle maestre aveva portato un salame ciascuno
aho, e perchè a noi solo un librettino?
Bella giornata
allenamenti di baby judo e judo e poi questa Svizzera che nelle sue donne mi sta stupendo. Le maestre di judo (sempre per volontariato e amore per lo sport), con figli molto piccoli al seguito che fanno lezione, si occupano di organizzare questa gita, si preoccupano che tutto vada liscio con un occhio sempre ai loro cuccioli e io e le altre donne a prenderci allora spontaneamente cura dei loro piccoli. E mai un lamento, tante risate, la fatica di educare mentre si sta facendo altro e si mostra ai propri figli che si è anche altro oltre che madri.
E il labirinto, momento in famiglia ma con altre famiglie, e questa terra che si scalda non solo per il sole. E tutti questi io li vedo come regali, piccole importanti gioie senza prezzo
regali come queste meraviglie che in questi giorni il mio giardino ci sta regalando, dopo tanto freddo è arrivata un'esplosione di profumi e di colori






p.s. o vi sto annoiando terribilmente o devo aver disattivato i commenti
mi piacerebbe solo sapere se ci siete o se parlo tra me e me, perchè pure parlare tra me e me mica è per niente male
Auguri mia cara amica da sempre
non sono giorni sereni per me e tu lo sai
quando non puoi fare altro che aspettare avere qualcuno che ti distrae fa davvero un gran bene
tu che a volte mi fai ridere e che a volte mi fai incacchiare perché ormai i tuoi vicini rumorosi è come fossero i miei e io gli ballerei il flamenco in testa a tutte le ore
tu che mi incitavi a chiedere le sigarette per strada e io c'avevo fifa perché se lo scopriva mio padre mi faceva il culo rosso
tu che hai costruito con me una capanna su un albero, perché eravamo libere di goderci la nostra eta' e non ce ne fregava di belletti e rossetti
tu che hai picchiato quello che mi tirava giu' i pantaloni della tuta a scuola
tu con cui ho ballato i lenti del Tempo delle mele e con cui tante volte ho diviso il letto (ma come facevamo ad entrarci?)
tu che in una notte di pioggia in tenda hai urlato per ore "Giampiero amore mio" e non ti sei incazzata quando hai saputo che mi aveva baciata
tu che mi hai insegnato a stirare e a mettermi la matita agli occhi
tu che hai fatto su di me tutti gli esperimenti possibili per il tuo diploma di estetista
tu che non sei venuta alla mia laurea, né al mio matrimonio e io ho capito
tu che dopo anni ti sei fatta trovare davanti alla mia porta coi lacrimoni e un grande mazzo di fiori
tu che sei cosi' passionale e sei capace di piangere lacrime vere perché gli italiani hanno rieletto il capellotatuato (copyright di Lorypersempre)
tu che non c'hai 'na lira ma spendi un patrimonio per far curare un randagio che ha deciso di essere il tuo gatto
tu che da sempre mi fai conoscere la buona musica, mi fai i cd, me la canti
tu che a volte parli da sola
tu che ancora sogni
tu che hai attraversato piu' volte l'Italia pur di vedermi anche solo per un'ora
tu
oggi ti avvicini ai 40
e al posto delle bionde trecce di quando ti ho conosciuto c'hai le rughette e i capelli bianchi, non negare ce le hai ce le hai e pure un po' di cellulite e un po' di mosciume dove non dovresti
tu che sei la mia amica e a cui io voglio bene
tu
goditi un BUON COMPLEANNO
p.s. stamattina la tua nipotina acquisita ha perso il suo primo dente da latte
"Sono una come le altre. come centinaia di altre, travolta da quegli avvenimenti immensi della storia, alti come ondate, che ci seppelliscono quando siamo ancora in vita"
da L'amante della rivoluzione
La vera storia di Luisa Sanfelice e della Repubblica napoletana del 1799
di Maria Antonietta Macciocchi
au revoir Benazir
da donna ti ammiro e ti piango

E anche se sei lontana so che ci sei e che grazie alle tariffe internazionali agevolate riusciamo finalmente a parlare e io ti parlo di me, di quello che sento, di quello che mi succede e tu ascolti, mi dici, ci sei!
Tu lo sai che anche quando ti borbotto, brontolo o me te magno viva mai è fatto con l'intenzione di farti del male, MAI!
Io so che tu mi vuoi bene e che vuoi bene anche al mio lato oscuro e lo accetti perchè non è me ma una parte di me
E benedico quel giorno, dopo tanti brutti giorni di assenza e di nulla, in cui ti ho trovata in lacrime davanti alla mia porta con un enorme mazzo di fiori in mano
E benedico quel giorno di 26 o 27 anni fa, non lo so più, in cui con quelle buffe trecce e l'accento romanaccio ti sei seduta accanto a me "Io sò Patrizia. Tu come ti chiami?"
Ora non parli più così, non sei sboccata e la voce la usi per cantare.
A volte lo ammetto mi fai proprio incazzare, ma chissà quante volte faccio salire i nervi io a te ma
sei la mia AMICA e questo dice e vale tutto.
Credo che tu sia l'unica al mondo ad aver salvato tutto questo blog...
grazie perchè da un pò di tempo quando ho bisogno ci sei sempre
grazie perchè mi ami per quella che sono e non cerchi di cambiarmi
grazie perchè mi fai riflettere, mi fai compagnia, mi fai pure tanto ridere
grazie perchè il lato don chisciotte della nostra coppia lo hai mantenuto vivo, e oggi sono i cacciatori e ieri gli strombazzatori e domani chissà..
grazie perchè mi parli di tutto e non solo di cosine da casalinghe e mi tieni aggiornata
grazie e basta
TI VOGLIO BENE PATRIZIA
E ti voglio fare a pezzi qui sul mio blog, con le mie parole che ti feriranno, ti insulteranno, ti faranno polvere perchè tu mi hai fatto del male, perchè ho voluto crederti un'amica, perchè la tua cattiveria mi ha messa in crisi, mi ha fatta piangere, mi ha fatto desiderare di vivere in un eremo lontano da tutti gli esseri umani
ma non ci sei riuscita, no, io sono piu' forte di questo, io mi butto la cenere in testa ma poi lascio scorrere l'acqua sul capo e me la lavo via...
Le mie lacrime per te sono state solo sprecate, le ho piante per me, per me stessa e ho tirato di nuovo fuori quello che sono stata e quello che sono.
Io non ci sto perdendo niente a perderti, tu, viscida Sonia... credo proprio di si.
Questo scrivevo venerdi':
Si penso proprio di aver sbagliato pianeta. Io non sono adatta per questo mondo, sono e ufficialmente lo dico UNA DISADATTATA!

Maria Montessori
![]()
non so perchè ogni tanto mi butto in masochistiche discussioni in rete su argomenti che so finiranno per farmi fare dei nemici o lasciarmi l'amaro in bocca.
in questi giorni in un forum sono 3 gli argomenti roventi:
1. permettere alle coppie gay di prendere minori in affidamento e/o adozione
2.la parità tra uomo e donna
3. uomo e donna: i ruoli
mannaggia a me e alla mia mania di discutere
dunque sul punto uno sono stata accusata, in quanto favorevole all'affidamento di minori a coppie omossesuali, di andare contronatura da una che ha fatto 19 inseminazioni artificiali per avere i suoi figli e che accusa i gay di egoismo perchè vogliono a tutti i costi un figlio. Credo che ogni donna che vuole un figlio abbia il diritto di tentare tutto il possibile per averlo e quindi sono contenta che le sue fivet siano andate a buon fine e le abbiano portato i suoi bimbi, ma non sopporto il suo modo di puntare il dito contro chi vuole lo stesso diritto amando una persona dello stesso sesso. Tra l'altro le donne potrebbero facilmente (volendo) ovviare al problema facendosi mettere incinte da un bello stallone. Se non lo fanno e lottano per dare una casa a un minore che ne ha bisogno forse tutto questo egoismo non c'è.
Sul secondo e terzo punto mi sono accorta che per molte donne da 50 anni a questa parte non è cambiato nulla.
Molte delle risposte insistevano sul fatto che non è virile un uomo che in casa fa le faccende, così come è giusto che sia lui a guidare o a fare i lavori più pesanti. Insomma per la maggior parte delle donne che hanno risposto un uomo che passa l'aspirapolvere o cucina non è sessualmente attraente.
Spero di non violare la privacy di nessuno riportandovi alcuni frammenti delle mie risposte.
Una manager in carriera, temporaneamente per lavoro a Parigi, riceve una lettera dal suo fidanzato che vive in un altro paese. La lettera diceva quanto segue:
"Cara Laura,non posso più continuare la nostra relazione.La distanza che ci separa è troppo grande.Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne sei andata e penso che nè tu nè io meritiamo questo.Mi dispiace.Per favore restituiscimi le foto che ti ho mandato. Con amore. Roberto"
La donna, molto ferita, chiese a tutte le sue colleghe di lavoro che le regalassero foto dei loro fidanzati, amici, zii,cugini,fratelli, ecc.. Insieme alla foto di Roberto mise tutte quelle regalatele dalle amiche. C'erano 57 foto nella busta e una nota che diceva:
"Roberto, perdonami, non riesco a ricordarmi chi cazzo sei. Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi il resto."
MORALE: ANCHE TREMENDAMENTE ABBATTUTA,DEVI SEMPRE SAPER FOTTERE IL NEMICO!!!
SII FORTE ANCHE QUANDO FA MALE!
TITOLO:La mia vicina Bo
SOTTOTITOLO: lasciatemi sfogare tanto è solo il mio blog
La prima volta che li ho visti arrivare per il trasloco, non vi dico la gioia: un camioncino pieno di gente di tutti i colori. Lei si presenta: "mi chiamo Bo, vengo dal Marocco, mio marito però è svizzero". Io contentissima penso benissimo, non sarò l'unica straniera del quartiere, e poi spesso ho notato che in fatto di cultura bambini e altro io mi sento molto più vicina alla gente del Marocco che alle persone fredde del Nord.
E poi mi ricordava tanto il mio amico Karim.
Insomma col tempo chiacchiera chiacchiera trovo con lei molte cose in comune; il fatto si sentirci lontane da casa, il doversi abituare ad una cultura e una mentalità molto diversa dalla nostra, il cercare il più possibile di far integrare i nostri bambini qui, e altro.
Lei parte in quarta, da subito amicona, ti aiuto se hai bisogno, ti tengo i bambini, lasciali pure giocare da me, ti presto questo, ti do quest'altro. Io ci vado cauta. Nelle relazioni personali sono un diesel, ci metto parecchio prima di dare fiducia o di pretenderla. Tutto ciò mi faceva però un immenso piacere, pensavo che forse avevo trovato qualcuno a cui aprire la mia anima.
E come per tutte le medaglie inizia dopo un pò a vedersi il rovescio. Lei è PERFETTA. E non si fa alcuno scrupolo di farmelo continuamente notare.
Se io preparo la pizza, lei la sa fare meglio di me. Lei fa ginnastica solo per rassodare un pochino "a me non serve come te di rassodare tutto e dimagrire. Io sto benissimo non mi vedi?" GULP! se lo dice lei! Il suo pediatra? mille volte meglio di quello da cui vado io... le piastrelle che ha scelto? "più lucide e più pratiche di quelle che avete messo voi" e via dicendo.
E' un continuo lodarsi. Considerando che è l'esatto contrario di quanto faccio io di solito finisce che parla solo lei. E oltretutto parla a raffica e quando ha finito di dire quello che voleva dire si ricorda di avere qualcosa di urgente da fare e se ne va in casa, a pulire sul pulito.
L'altra settimana ha messo in ordine i sassolini del giardino.
Tutto questo, detto sinceramente non mi importa. Ognuno a casa sua fa ciò che vuole, e ognuno della sua vita fa ciò che vuole, quello che mi ha fatto esplodere è che da qualche tempo ha iniziato a criticare mia figlia, principalmente perchè, questo ormai è chiaro, è FEMMINA.
Ma questo lo racconterò alla prossima puntata.
Per chi ha pensato che il mio fosse un accanimento antirazziale faccio presente che si è sbagliato e racconto invece questa cosa:
accanto a Bo vive una donna di colore, credo sia somala. Ogni volta che la salutavo questa non mi rispondeva mai, finchè ho chiesto a Bo se ne sapesse il motivo, io avevo pensato che forse non sapesse il francese o fosse timida. La risposta di Bo mi ha lasciata molto interdetta "ha detto che non ti saluta perchè tu sei diversa. Sei bianca!"
"Bè" ho detto io a Bo "non è che tu sia proprio nera. Perchè invece ti saluta?" "perchè siamo dello stesso continente. Noi siamo uguali"
Chi è razzista qui?
la mia domenica










e alla fine spero 
A tutte le donne